A quest'ora avrei dovuto essere in giardino a falciare il prato alla ricerca di un senso di svagatezza che potesse allontanarmi dalle innumerevoli questioni che continuano a frullarmi per la testa. Elencarle sarebbe tanto inutile quanto noioso, vi finirei impigliato senza via d'uscita, così scrivo per svagarmi: parole vuote senza significato che non vogliono dire nulla più di quello che stanno già dicendo: niente.
A Capo - Ricomincio alzando lo sguardo, mi incanto a guardare la barra lampeggiante sullo schermo che riproduce questi stanchi momenti di inutilità. E' strano, ma ora non mi spiacerebbe accompagnarmi al ronzio di quella mosca che fino a qualche istante fa importunava le mie orecchie: il sottofondo delle auto di passaggio condite dal mormorio di sirene o clacson non allieva il mio rimpianto. Con quella mosca avrei finalmente la mia distrazione ed i prossimi minuti non mi apparirebbero così vuoti ed insignificanti. Avrei la mia missione, inuntile si intende, ma comunque un azione, buona per aggiustare questi momenti. Avrei potuto riempirli meglio di così? Sicuramente! Il prodigio kafkiano di Gregorio Samsa è un avvertimento, questa futile spirale deve lasciarmi andare...facebook!!! Desolante ricaduta....
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