Dominique Strauss-Kahn e Letizia Moratti non sono che gli ultimi illustri esponenti di questa corrente, e se ci si pensa bene per motivi nemmeno così tanto diversi l’uno dall’altra.
Il primo pare abbia avuto la geniale idea di aggredire nudo una cameriera, la seconda sembra sia riuscita ad assalire i propri elettori di dubbi: in entrambi i casi le vittime sono fuggite alla ricerca di un briciolo di legittimità che fortunatamente hanno trovato nelle istituzioni.
Così ambedue i nostri “artisti” si sono chiusi (o sono stati chiusi) in un isolamento forzato, presumibilmente alla ricerca di una soluzione o visione per sfuggire alla realtà: basta un’idea, un cavillo, un piccolo pertugio attraverso cui scivolare per riaccendersi come fari lampeggianti nel mare in tempesta che da sempre sviluppa la loro arte.
Ma, minata la loro credibilità, arriva il tempo del complotto: Letizia (o chi per lei) resisterà a far riecheggiare la parola brogli o inganni? E al libertino socialista francese basterà urlare all’ordito intrigo internazionale? Si sa, spesso agli artisti della politica sono tese trappole di vario tipo, ma solitamente (quali abili artisti) saltano o si scostano abbastanza da non cascarci dentro.
Ancora non abbiamo capito se si tratta di isteria o genialità, di certo l’Eliseo e Palazzo Marino sembreranno lontanissimi, vaghe speranze offuscate da troppa superbia, rabbia e stupore. Si impone così l’ennesima opera che non fatica ad essere annoverata tra i più importanti esempi di Surrealismo. Il titolo? “Non è colpa mia…”
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