venerdì 13 maggio 2011

Pancia Piena

Ho sempre pensato che la magia fosse un’illusione per bambini buona per passare qualche momento in spensieratezza, ipnotizzati dai movimenti delle mani di qualche bravo illusionista. Mai avrei pensato di dovermi ricredere o quantomeno di ridiscutere questa mia convinzione. Perché? Bene, credo che alchimisti e stregoni siano ancora tra noi ed esercitino il proprio potere con inesauribile determinazione e creatività.

Tranquilli, non è l’ennesima predizione della fine del mondo (almeno credo!), ma prima che mi prendiate per pazzo voglio precisare che non mi riferisco a quei presunti asceti che costruiscono predizioni scrutando i fondi del caffè o i tarocchi, magari infilzando alcuni spilli su di una bambolina intrisa di qualche reliquia trafugata o ereditata da un presunto lontano parente, ma ad un’attività che entra quotidianamente nelle nostre vite: la cucina.

Tagliare, affettare, impastare, sfiammare, grattugiare, unire, evaporare, spolverare, con tempi, tecniche e strumenti sempre diversi nei modi più strani e a volte stravaganti allo scopo di colpire favorevolmente il nostro gusto.

Non c’è nulla di rigorosamente scientifico in cucina, piuttosto un’ipotetica tecnica (che può anche servirsi di gesti, atti e formule verbali o di rituali appropriati) o dissennata arte (anche oscura) di mischiare gli elementi allo scopo di influenzare gli eventi, di dominare e domare la nostra volontà come un alchimista alla ricerca della formula della pietra filosofale.

D’ora in avanti quando sentirò parlare di caccia alle streghe vedrò di preoccuparmi: non sia mai che vengano a prendersi chi ogni giorno farcisce e farcirà il mio piatto contribuendo alla “magica” pace interiore di una pancia piena.

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