lunedì 22 agosto 2011

Cercasi Protagonisti

Ci sono storie che si serbano nella memoria, alcune colpiscono, magari altre si vorrebbero dimenticare, e poi ci sono quelle scomparse, trascurate, aggiustate e riadattate. Chissà come serberemo questi mesi nelle pagine della storia.

A nessuno sarà sfuggito come grandi e piccole narrazioni accompagnino le nostre esistenze, poco importa come le registreremo, come entrino nelle nostre vite, tuttavia esse finiscono per riempire il nostro tempo con cui siamo chiamati abitualmente a confrontarci. Credo sia per questo che in ogni storia si affermano Protagonisti, più o meno significativi o lungimiranti, che con un potere straordinariamente misterioso leggono, adattano e piegano gli avvenimenti, insinuandosi e segnando un percorso che marchia le esistenze di molti altri.

Oggi, di fronte all’imperare della crisi finanziaria, alle rivoluzioni arabe, all’impotenza di sofisticati quanto cruciali sistemi democratici, personalmente sono alla ricerca di protagonisti in grado di segnare la nostra vita imprimendole uno slancio innovativo capace di scardinare sistemi, schemi, idee, ricominciando quell'inseguimento al benessere che si issa abitualmente a bene comune supremo. Fatico ad intravederne perché distrazioni e diversivi alimentano divisioni e pareri contrastanti, e pur non potendone fare a meno, finiscono per consegnarci una Storia sempre più arruffata ed indeterminata in cui sguazzano beatamente speculazioni, sfruttamenti e e frustrazioni.

In fondo è proprio come sostiene provocatoriamente Paul Krugman: se domani arrivassero gli alieni tutti i nostri problemi di oggi apparirebbero insignificanti perché nuove preoccupazioni ci costringerebbero a gestire nuove consapevolezze che guardandoci indietro scopriremmo essere state così proficue e cruciali.

E’ paradossale, ma siamo tutti coinvolti, con assoluta incoscienza riordiniamo di continuo le nostre priorità convinti di essere vittime di sistemi e trasformazioni di cui invece siamo artefici. Credo si sia un po’ tutti prigionieri del proprio egocentrismo, insicuri, soli, e spesso per questo privati della tranquillità spontanea che ci regala la frenetica quotidianità, dalla quale bisognerebbe ripartire per immaginare un nuovo protagonismo.

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