Non cerco un paladino del patrimonio paesaggistico-culturale e nemmeno di impartire un qualche tipo lezione morale; anche io ho reagito con indifferenza, forse non mi sono fatto trascinare dalla posticcia tipica collera da esponente politico abituato a invocare dure quanto surreali misure repressive, ma certamente mi sono lanciato in qualche insolente commento.
Poi ho letto l’affermazione del vandalo psicopatico: “Sono rimasto sorpreso che nessuno mi abbia fermato”. E qui la mia orgogliosa indifferenza ha cercato velocissimamente ma inutilmente di sfuggire ad una stridente quanto straripante vergogna.
Un uomo entra in una fontana, con un sasso spezza, fende, infrange, tenta di ripetersi, ma nessuno osa distrarre la propria attenzione dalla tumultuosa quanto ordinaria esistenza che conduce, per impedire un gesto insensato, salvo poi ordinariamente indignarsi con famigliari amici e colleghi.
Così realizzo che di storie come questa ne esistono tante, anche con scenari, protagonisti e finali ben peggiori, capisco che queste ci sfiorino ogni giorno, eppure noi continuiamo a non vederle, a non sentirle, perpetuando una inconsapevole (non so fino a che punto) ma confortevole sbadataggine, che ad ogni scrollata di spalle sotterra le nostre responsabilità.
A volte la peggior pazzia è una sbadata indifferenza.
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