Lo so, sarebbe facile parlare degli scontri tra manifestanti
(o almeno quanti vengono assimilati come tali) e le forze dell’ordine
arrangiando motivazioni fittizie o tedianti come se sentono e leggono da tutte
le parti, cancellando di fatto la marcia di quanti c’erano (il 99%) per manifestare e lanciare un
messaggio di indispensabile discontinuità economica, sociale e politica.
Così ho deciso di parlarvi di un eroe civile per molti ormai
decaduto. Marco Pannella, leader radicale (definito capo tribù dai suoi
stessi compagni, anche se senza incarichi di responsabilità nel partito), sabato ha provato a mischiarsi tra i manifestanti. La sua marcia ha raccolto
sputi, frustrazioni, insulti, legati principalmente al comportamento di parte
dei deputati radicali durante il voto di fiducia del giorno precedente a
Montecitorio.
Pare che l’obiettivo della sua presenza nella manifestazione
fosse quello di mostrarci come l’informazione abbia riorganizzato le menti
degli indignati, che quindi sarebbero prigionieri di un pensiero massificato
pericolosamente forviante.
Onore a Pannella perchè indignarsi tra gli indignati è indice di coraggio, un filo
di pazzia e probabilmente anche un po’ di autolesionismo, tutte caratteristiche che il capo tribù possiede da tempo immemorabile, ma che nonostante i suoi elaborati
obiettivi finiscono solo con il mostrarci un “pensiero indignato” ingenuamente e genuinamente lineare dove onestà, trasparenza,
responsabilità paiono finalmente acquisire un valore. Veri ideali che superano
ogni ideologia, che meriterebbero di essere compresi, ascoltati, discussi e
magari finalmente riproposti in un Parlamento che pare aver smarrito quella dignità che ogni manifestante rincorreva mentre allontanava l'indiano radicale.
Temo di non comprendere l'ultimo paragrafo. Cosa intendi quando dici "un “pensiero indignato” ingenuamente e genuinamente lineare dove onestà, trasparenza, responsabilità paiono finalmente acquisire un valore"?
RispondiEliminaGrazie per in commento!
RispondiEliminaintendevo dire che è un pensiero ingenuo (da parte degli massa generalmente ricondotta agli indignati) pensare che le vicissitudini politiche-sociali-economiche possano essere sempre affronate e risolte tra contendenti/contese onesti/e trasparenti e responsabili, ma allo stesso tempo è un pensiero genuino per il panorama politico e sociale, che dovrebbe in qualche modo far pensare chiunque fa politica.
Insomma può essere sbagliato reagire duramente contro pannella, ma questi si trova a subire una contestazione proprio per scarsa trasparenza, onestà, o responsabilità..
Grazie per il chiarimento. Concordo solo in parte.
RispondiEliminaPremetto che non ho mai apprezzato in passato (ne lo faccio ora) il comportamento di Pannella, per motivi che vanno dall'anagrafica alle provocazioni esasperate, passando da varie posizioni di merito che non condivido.
Questo non toglie che Pannella abbia il pieno diritto di presentarsi in quella piazza e di rimanerci senza essere bersaglio di pratiche riprovevoli e disgustose.
Penso che coloro che hanno reagito alla presenza di Pannella (la "piazza" di cui parlo è limitata a loro) non abbia nulla di trasparente, responsabile ed onesto. Anzi, rappresenta una piazza chiusa al dialogo e completamente ignorante di quelle che sono le pratiche democratiche.
Tutto si è limitato ad un (reciprocamente) sordo turpiloquio. Nessuno è stato in grado di sfruttare le telecamere presenti per mostrare politely quanto Pannella sia lo "stronzo" che dichiarano.
Tutto questo considerando sputi et similia riprovevole rumore di fondo.
Concordo con quanto dici, mi spiace che quanto abbia scritto sia stato fraiteso. Avrei dovuto precisare meglio. Provo a spiegarmi.
RispondiEliminaTi invito a seguirmi in questo sforzo: andiamo oltre il turpiloquio come si prova ad andare oltre lo scontro tra facinorosi e polizia per descrivere gli animi della manifestazione. Riflettiamo sulle convinzioni (questo era l'intento del pezzo che ho scritto). (cercando di superare anche i canoni di giusto e sbagliato. capire prima di tutto!)
Quando parlavo di ingenuità mi riferivo anche ai gesti e agli insulti che sono solo un atteggiamento che per quanto deprorevoli nascondono, anzi mascherano un malessere più grande (che è quello che mi interessa). Un malessere genuio, ostentatatemte onesto, trasparente, e responsabile (nel senso che quanti decidono di escludere pannella,lo fanno con un'onesta convizione dietro cui non c'è altro che un pensiero in grado di appoggiarsi a principi di giustizia(Pannella o chiunque altro sei un politico venduto, non rappresenti i nostri valori quindi vattene): certamente hanno il coraggio di osare, di prendere una decisione(aspetto di questi tempi molto raro...)probabilmente sbagliata, ma politicamente connotata. Un po come scrissi tempo fa sul caso Penati(http://ozonogasnellamente.blogspot.com/2011/07/pd-senza-riscontro.html), prima pensiamo a salvare gli ideali, poi se c'è tempo, chi li deve rappresentare. Mi rendo conto che in questo modo si potranno fare facilmente degli errori, ma considerata la viscosità del mondo politico di oggi, è meglio un pannella fuori oggi che tanti scillipoti dentro domani.
Mi auguro di essere stato più chiaro...Ancora grazie Giacomo!