La settimana scorsa ho comprato “L’arte del passaparola” di
Andy Sernovitz e ho capito il valore di quella proposta.
Sernovitz è stato tra i prima a cogliere l’importanza delle
“chiacchere” nel successo di un prodotto. La sua analisi è lineare, limpida,
coraggiosa perché mette in fila una serie di pregiudizi, convinzioni e
suggerimenti per chiunque si occupi di marketing o voglia semplicemente
promuovere un idea.
Tutto ruota intorno ad una semplice convinzione: la gente
ama parlare; probabilmente stanno già parlando di noi, quindi tanto vale
intervenire nella discussione e dire cosa ne pensiamo.
La forza dei pareri e delle opinioni delle persone sono la chiave dell' apprezzamento di una proposta, dove la pubblicità non è più necessaria. Pensateci: chi di voi è mai stato in un ristorante suggerito da un amico? Quanti perchè sentito alla tv?
In un mondo in cui si vive di pubblicità questo libro fornisce suggerimenti, aneddoti, casi di successo
e insuccesso, che finiscono con il convincerti che come recita la quarta di
copertina “vi è solo una cosa al mondo peggiore del far parlare di sé, ed è non
far parlare di sé”.
Lo so, non tutti sarete d’accordo, ma mentre lo state
pensando siete gia vittime di un passaparola le cui conseguenze sfuggiranno ben
presto alle vostre mani.
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