lunedì 14 novembre 2011

La proroga


Sarà anacronistico e forse un poco irrispettoso, ma con la caduta di questo Governo il mio primo pensiero è andato con un po’ di fastidio a Giulio Andreotti.
Forse questa volta lui non c'entra, ma ovunque ci si affretta a scrivere la parola fine sul berlusconismo, e così subito ho pensato al dinosauro della politica italiana che con tranquillità e indifferenza si appresta a superare anche questa glaciazione. 

Per me è sorprendente, ancora di più alla luce delle dichiarazioni rese personalmente non più di un mese fa, per smentire le voci che lo davano in precarie condizioni di salute: “Capisco che molti attendono un mio passaggio a "miglior vita", ma io non ho fretta e ringrazio tutti coloro ai quali sta a cuore la mia salute e in particolare il Signore per l'ulteriore proroga”.

Una proroga clamorosa che è difficile definire casuale per un uomo giunto alla quinta reincarnazione (cit. Beppe Grillo): a quanto pare Il Senatore vedrà quanto meno il 61° Presidente del Consiglio dei Ministri, se non nella peggiore delle ipotesi la XVII Legislatura. Ovviamente a Lui tutto ciò non interessa, impegnato a campare e magari a segnare gli albori di una Terza Repubblica in cui i problemi di oggi assomigliano maledettamente a quelli di ieri. 

In fondo stiamo parlando di uomo a cui hanno pronosticato la morte (morale, fisica, giuduziaria, politica...) più volte, abituato a vedere passare i cadaveri dei propri compagni e avversari politici,  questi giorni non possono che essere poco più di una normale parentesi di cui conservare qualche vago ricordo.
A noi, che che abbiamo vissuto solo questi tempi, non resta che la speranza di una altrettanto sconvolgente proroga in cui provare a sistemare le cose.

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