giovedì 2 giugno 2011

Doghe Rotte

Dicono che il vento sia cambiato. Lo si legge un po’ ovunque sui giornali, lo si sente continuamente alla tv come alla radio, ma ancora non mi è chiaro se tutto ciò sia così clamorosamente significativo. Il dubbio mi ha assalito questa mattina quando ho appreso che a Pognano, provincia di Bergamo, circa 200 persone hanno organizzato un assalto ai magazzini di Aiazzone depredandolo. Pare che questi cittadini, vessati ed infuriati perché costretti comunque a pagare merce che sicuramente non vedranno mai, abbiano deciso di riprendersi da soli almeno parte di ciò che non è ancora chiaro a chi appartenga: lampade, materassi, reti, armadi, credenze, sedie, addirittura i pannelli dei pavimenti e della moquette degli uffici e parte dell’impianto elettrico, sono diventati per poche ore il palliativo e lo sfogo di persone stanche di non ottenere nulla.

Qualcuno ha parlato di giustizia fai da te, ma che in realtà si è materializzata in decine di denunce per furto e violazione di proprietà privata, recapitate proprio da quegli stessi tribunali impegnati a decidere le sorti dei beni lasciati in magazzino dal fallimento (truffa) della società di arredamento.

Ora, se per provare a trovare un po’ di giustizia, si insinua l’idea per cui sia necessario e legittimo ricorrere ad un altro reato, significa che il sistema sociale, economico e giudiziario stanno per collassare. E allora voglio aggrapparmi all’analisi di Mario Draghi che pur parlando di un paese insabbiato, rimane convinto che il suo declino non sia ineluttabile se si affronteranno coraggiosamente gli svariati ritardi strutturali che si sono accumulati negli ultimi decenni. Al primo posto ha indicato una riforma della giustizia civile capace di accelerarne i tempi, allo scopo di mettersi definitivamente alle spalle quella sua lentezza che ha finito per impoverire società e sistema economico.

Un consiglio che in fondo è anche una speranza. Dimentichiamo le toghe rosse ed occupiamoci di doghe rotte.

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