lunedì 7 novembre 2011

L'allarme


Ho capito, è una cosa normale. Mai assuefatti all’emergenza rimaniamo sorpresi dall’inquietudine del peggio: uno stato di tensione emotiva suscitato dal timore di un pericolo perennemente presente.
Negli Stati Uniti il prossimo 9 novembre verrà testato il sistema d'allarme nazionale d'emergenza: alle 14 di Washington tv e radio interromperanno ogni tasmissione per testare l'efficacia del sistema, per poi scusarsi invitando tutti a continuare ordinatamente la propria esistenza.

Anche qui ogni circostanza ha il suo allarme, una trascurata necessità meritevole di attenzione immediata che velocemente sparisce soppiantata dalla nuova urgenza: l’acqua, il debito, il fango, lo spread, la pensione, il lavoro, la sicurezza, gli stadi, gli immigrati, i giovani, la scuola, la giustizia, Cassano, il governo, il fisco, le buche sulle strade, la fine del mese.

Assilli più o meno sensati con cui si è costretti a misurarsi, non bastano mai: un’ansia perenne che ci vorrebbe vigili e attenti ma che invece ci assopisce fino ad una nuova emergenza. Così ciclicamente rincorriamo i nostri problemi affrontando le circostanze ma facendoci scivolare tra le mani le soluzioni, sfidando continuamente quella sorte che finisce per presentarci ogni volta un conto troppo salato.

1 commento:

  1. si riconosco lo stesso clima di ansia e insicurezza, una soluzione a volte efficace è la morbidezza, nell'agire ma soprattutto nel pensarsi da fuori. Un abbraccio, Robi.

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