Anche quest’anno quell’erba ha i suoi campioni: Novak Djokovic e Petra Kvitova sono riusciti ad ingraziarsi ogni filo d’erba con un gioco solido e spettacolare aggiudicandosi fama e rispetto.
Custodi, ad essere onesti, nemmeno troppo esperti che per quanto dotati restano giovani campioni che si candidano ad amministrare questo importante giardino in futuro, pronti a confrontarsi nuovamente con contendenti molto attrezzati, di fronte ai quali le loro incredibili affermazioni assumono caratteri irrisori.
Roger Federer 6 volte vincitore del torneo, oggi numero 3 delle classifiche mondiali è nonostante tutto considerato il custode delle chiavi (7 finali su 13 apparizioni) di quel giardino. Del suo tennis e delle sue vittorie si parla da anni, non esiste record che non abbia battuto o non possa battere, ma le sue parole congedandosi dal torneo non possono non colpire: “Sono soddisfatto della mia prestazione. È difficile per me uscire dal torneo in quel modo, ma purtroppo a volte succede. Almeno per battermi ci è voluta una performance speciale, e questo è straordinariamente bello!”.
Un Re senza corona, ma che mai avrebbe rinunciato al suo giardino è una notizia di questi tempi; la massima è confermata: l'erba voglio cresce solo nel giardino del re...
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